Un progetto del Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova,
nell’ambito di un programma finanziato da Arcus e sostenuto
dalla Regione Veneto, dal Comune di Padova e dalla Soprintendenza
per i beni archeologici del Veneto, ha consentito di scoprire
l’antichissima città di
Altino ad una decina di chilometri
a Nord della laguna
veneta. La mappa della città scomparsa è stata ricostruita grazie alle
fotografie scattate con il telerilevamento e con la loro
interpretazione, utilizzando diversi parametri come lo studio della
vegetazione e dell’umidità del suolo, si è ricostruito il
reticolato delle strade e le fondamenta degli edifici che costituivano l’antica città.
Elenco
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Le mura perimetrali erano state scoperte in passato, scavando per circa un metro in profondità
nella campagna circostante la città di
Venezia. Ora però, grazie alle nuove tecnologie, si può vedere anche ciò che è ancora
celato nel sottosuolo: il bordo di un canale,
due teatri, strade e palazzi. Gli scavi finora condotti nell'area urbana provano l'esistenza di
una cinta muraria, probabilmente non
continua, di porte monumentali del tipo a due torri, di banchine d'ormeggio, di installazioni
portuali e di magazzini, di porticati
connessi a moli fluviali. Attualmente resta ancora ignota l'ubicazione del foro e degli edifici a
carattere pubblico e religioso.
Nell'area a est è visibile un tratto di strada a basoli lungo la quale si trovano i resti di una
domus probabilmente fondata in età augustea e risistemata
nel II sec. d.C., a quest'epoca risalgono i mosaici pavimentali, tra cui spicca quello del vano
d'accesso in cui è rappresentata una pantera che si abbevera.
Nell'area a nord sono state portate alla luce le fondazioni della porta-approdo
settentrionale.
Altino (in latino Altinum), come testimoniano i primi reperti
trovati, era abitata già nel VI millennio a.C.,
del periodo dei Paleoveneti (antichi veneti) restano le vestigia del primo
centro e diverse necropoli. E’ solo con l’età del Bronzo (XV-XIII sec. a.C.) che si può
considerare stabile la presenza dell’uomo nella zona. Il nome della città
potrebbe essere legato ad una divinità alla quale era stato dedicato un
santuario. La presenza di questo luogo di culto è comprovata dai numerosi
reperti di probabile origine paleoveneta rinvenuti.
Anche
Altino seguì le sorti di tutto il Veneto quando, nel II sec. a.C., fu annesso a Roma.
I Romani ampliarono la città e valorizzarono
l’intera zona attraverso imponenti interventi di bonifica. L'abitato acquisì importanza
commerciale e strategica grazie alla sua posizione
sull'alto Adriatico e presso la foce del Sile, la città era favorita anche dal transito
delle vie Claudia Augusta, Annia, Popilia e Postumia e
della vicinanza a centri abitati come Treviso e Oderzo.
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