Già a partire dalla fine del VI sec. a.C. divenne luogo di negoziazioni
mercantili che si svolgevano per via navale, attraverso il sistema lagunare e i corsi
d'acqua, dagli empori di Adria e di Spina verso nord. Verso la fine dell'età repubblicana
Altino diventò "municipium romano". Questo fu
certamente il periodo aureo della città e le
vestigia conservate al
Museo Archeologico ne sono una testimonianza:
è il periodo in cui furono
edificati ville, templi, edifici pubblici e monumenti.
A partire dal II sec. d.C. i traffici e i commerci si ridussero
dando inizio ad un inarrestabile processo di decadenza economica e culturale
di tutto il territorio lagunare e della città di
Altino.
Pur mancando dei reperti che possano testimoniare la primitiva diffusione del cristianesimo
è probabile che questa religione abbia raggiunto
Altino nel II secolo d.C., dopo l'editto di Costantino divenne uno dei maggiori centri cristiani;
fu sede vescovile e il primo vescovo,
Sant'Eliodoro, resse la diocesi sino al 407. La città si arricchì di chiese e monasteri.
Nel 452 d.C. subì l’invasione degli
Unni e la distruzione da parte di
Attila,
che invase i territori veneti.
Gli abitanti per paura delle invasioni barbariche si spostarono sulle isole
della laguna veneta, parte degli edifici furono smantellati e le pietre con cui erano stati
costruiti furono portate a Venezia per essere riutilizzate.
E’ solo nel VII sec. d.C. che Altino venne definitivamente abbandonata dai suoi abitanti,
gli ultimi residenti si trasferirono a Torcello
creando i presupposti per la nascita di Venezia. Centri come Burano, Murano, Torcello,
Mazzorbo e la stessa Venezia furono fondati proprio
dai profughi di Altino, Oderzo e Aquileia.
Tracce concrete della storia di Altino sono visibile sul campanile di
San Vidal nel
Sestriere San Marco: una incisione romana ricorda Altino
come luogo d’origine del materiale con cui è stato costruito. Le tradizioni popolari
raccontano invece che i nomi delle isole Torcello, Murano
e Burano derivano da Torricellum, Ammurianum e Porta Boreane, tutti quartieri in
origine di Altino.
Anche le principali istituzioni si trasferirono altrove: la diocesi, ad esempio,
fu spostata nel 647 a Torcello e in seguito anche i frati del
monastero di Santo Stefano si trasferirono presso i benedettini dell'isola di San Servolo.
Tra il X e l'XI secolo la zona fu completamente abbandonata e i territori bonificati
furono nuovamente occupati dalle paludi. Bisognerà
aspettare il XV secolo per apprezzare un popolamento stabile presso l'attuale Quarto
d'Altino, mentre il risanamento e la colonizzazione
degli immediati dintorni di Altino avvenne solo a partire dall'Ottocento attorno alle
proprietà dei conti Bacchini eredi dei Reali. Non
si trattava di un centro ben compatto e gli abitanti vivevano in case sparse.
Nel
Museo Archeologico di Altino si trovano principalmente
oggetti recuperati dai corredi tombali come urne, vasi,
anche di vetro, suppellettili ecc. e vari tipi di monumenti funerari.
Il museo fu costruito nel 1960 su progetto dell'arch. Ferdinando Forlati.
Per portare alla luce l’antica città sarà varato un apposito progetto e stipulata
una convenzione tra il Dipartimento di geografia padano,
l’Università di Venezia e la Soprintendenza ai beni archeologici e l’Osservatorio
geofisico di Trieste.
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